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Editoriali

I tre Magi e l’analogia scientiae in teologia

Già nel IV secolo Giovanni Crisostomo scriveva: “i magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino”. Non è difficile identificare in questo pensiero vero, la sostanza del bell’articolo di Cosentino sui Magi (Settimana News del 6 gennaio 2021) che “alzano il capo e scrutano il cielo e soprattutto hanno occhi che vedono”. Il loro cammino ha un nome e si chiama “ricerca”. Non importa in quale campo del sapere umano, magari in quel luogo vastissimo del mistero

L’Attesa disattesa Pop-Theology dell’Avvento cristiano

Avvento è tempo di attesa. Di chi? Di Gesù che viene, meglio che av-viene. Gesù è avvenimento, accadimento: entra nello spazio-tempo degli uomini, nella storia, cioè nella vita di ogni giorno e di ognuno di noi. Risposta esatta. Eppure Gesù è già venuto, duemila anni orsono, nel grembo di Maria, una fanciulla di Nazareth, sua Madre e, solo per questo, Madre anche nostra. Lei ha dato a Gesù la “sua carne”, che è poi la stessa carne di uomini e donne, di oggi, di ieri e di domani. Dunque, per non essere generici nella

La pena di morte è inammissibile: ecco un modo di annunciare il Dio di Gesù senza equivoci

Rifacendosi al recente magistero di San Giovanni Paolo II, per il quale la pena di morte «è inadeguata sul piano morale e non è più necessaria sul piano penale», "Fratelli tutti" afferma perentoriamente: «non è possibile pensare a fare passi indietro rispetto a questa posizione». Indietro no, ma avanti sì. Infatti dichiara che «la pena di morte è inammissibile», impegnando tutta la Chiesa cattolica «a proporre che sia abolita in tutto il mondo» (n. 263). Eppure, la pena di morte era presente anche nel Catechismo della

Previsioni e rassicurazioni

di Pino Malandrino “Credo che se tutti, come buoni cittadini, compiamo le prescrizioni delle autorità, questo sarà di aiuto per finire con questa pandemia”. Queste poche e semplici parole pronunciate, a braccio, da Papa Francesco, a conclusione dell’udienza del 14 ottobre scorso, potrebbero rappresentare la risposta a chi oggi chiede previsioni e rassicurazioni circa l’evoluzione della pandemia e a chi, pur di occupare la scena, non tralascia occasione per contestare e mettere in berlina ogni provvedimento che viene

O si ricostruisce l’Italia o si muore

di Pino Malandrino Se Garibaldi, nel lontano 15 maggio del 1860, poteva dire a Nino Bixio, durante il combattimento di Calatafimi contro i Borbonici: “Qui si fa l’Italia o si muore“, oggi vorremmo sentir dire da qualche uomo di Stato illuminato che “O si ricostruisce l’Italia o si muore”.Anche, all’indomani della seconda guerra mondiale, l’Italia si presentava come un cumulo di macerie materiali e morali dalle quali si è potuto rinascere soltanto con mezzi straordinari. Grazie alla presenza di uomini illuminati e

Quel terremoto elettorale tanto evocato

Il terremoto elettorale tanto evocato dai partiti di opposizione non c’è stato. Anche se i risultati scaturiti dall’Election day, “giorno delle elezioni”, si prestano a una lettura complessa, ci sembra di potere affermare che nei confronti del governo non ci sono stati né il “cappotto”, né la “spallata” pronosticati alla vigilia. Le urne ci consegnano un risultato che, tutto sommato, può andare bene a tutti, così come accadeva ai tempi della prima repubblica, quando, il giorno dopo le elezioni, tutti trovavano il motivo per

I tanti fronti della ripartenza

Una ripartenza così proprio non ci voleva! Nessun Paese, neppure quello più organizzato, può affrontare, contemporaneamente, tanti problemi in un così breve periodo di tempo. In soli venti giorni, mentre ancora il Covid fa paura, l’Italia deve far fronte all’apertura del nuovo anno scolastico e partecipare, nello stesso tempo, a una avvelenata campagna elettorale per le regionali. Come se non bastasse, il Paese deve fare i conti con una crisi economica senza precedenti che registra, tra l’altro, la perdita di oltre

È tempo di empatia. Per resistere al degrado umano della “politica” del coronavirus

di + don Tonino, Vescovo “Sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua ed il cuore; fratelli, è tempo di ascoltare la voce dello Spirito”, così cantiamo in uno degli Inni dell’Ufficio delle Letture in Quaresima. L’infodemia del Coronavirus ha creato panico dappertutto e ha aiutato a diffondere la sua “politica”. È la politica degradante della chiusura nel bunker del proprio sistema di difesa: i confini vanno protetti, gli altri vanno respinti, l’altro è un possibile untore. Per Andrea Riccardi: «La prudenza serve,

Lo spettro del coronavirus e i “valori” del Festival di Sanremo

di + don Tonino, Vescovo Uno spettro si aggira per il mondo e per l’Europa. E fa tanta paura. Lamento, pianto e stridore di denti per il coronavirus che semina morte. I megafoni di tutti i governi, all’unisono, invitano a non lasciarsi prendere dal panico e bandire gli isterismi. È tutto sotto controllo. Il virus è stato isolato, grazie all’eccellenza della scienza medica italiana e l’Organizzazione mondiale della sanità ha dettato gli orientamenti necessari affinché la malattia faccia meno morti e, comunque, non

Un codice etico cercasi, anche a Sanremo

Il valore educativo e diseducativo delle canzoni pop Uno sguardo veloce ai testi delle nuove canzoni di Sanremo e si nota subito un bisogno profondo di senso, la voglia di imparare resistendo al degrado, desiderio di resilienza umana, come in 8 Marzo della giovanissima Tecla: «ci vuole forza e coraggio, lo sto imparando vivendo ogni giorno questa vita; comunque dal dolore si può trarre una lezione; e la violenza non ha giustificazione». E la bella canzone sul bullismo di Marco Sentieri, Billy blu che dice al bullo -