Firenze : Festival nazionale dell’economia civile

Si è svolta a Firenze, dal 25 al 27 settembre scorso, la seconda edizione del Festival nazionale dell’economia civile, intesa come una prospettiva culturale di interpretazione dell’intera economia, fondata sui principi di reciprocità e fraternità, alternativa a quella capitalistica.  “Persone, luoghi, comunità. L’economia che ri-genera” è stato il tema scelto per l’edizione di quest’anno che ha visto , tra le tante personalità, la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giorno di apertura, nonché l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, dei ministri Sergio Costa e Elena Bonetti e di Stefano Zamagni, professore di economia politica all’università di Bologna e presidente della Pontificia accademia per le scienze sociali. Il Festival, nato da una idea di Federcasse e organizzato insieme a Confcooperative, Next – Nuova economia per tutti e Sec – Scuola di economia civile, è iniziato con la presentazione della “Carta di Firenze per l’economia civile”. L’”urgenza di un cambio di rotta e di un impegno comune più incisivo in difesa della salute, della scuola, del lavoro e dell’ambiente e del benessere collettivo”. Sono le ragioni che hanno spinto oltre 100 personalità tra professori, giuristi, imprenditori e persone impegnate nel sociale a firmare la “Carta di Firenze” presentata nel giorno di apertura e consegnata nelle mani del presidente della Repubblica. La “Carta di Firenze”, in 8 punti, si propone e sollecita un rinnovato impegno della società civile per “sostenere il lavoro delle persone e delle persone; credere nella biodiversità delle forme d’impresa; promuovere la diversità e l’inclusione sociale; valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere; investire nell’educazione e nella promozione umana; proporre una nuova idea di salute e di benessere;coltivare il rispetto e la cura dell’ambiente; attivare energie giovani, innovazioni e nuove economie. Nel ricevere il testo della Carta, consegnatogli dagli organizzatori del Festival, il Presidente della Repubblica ha espresso al professor Leonardo Becchetti, che ne è il direttore, il suo apprezzamento per i contenuti della Carta stessa, incoraggiando tutti a proseguire sulla strada di un rinnovato impegno per il Paese. “La Carta di Firenze è anche un antidoto a derive e divisioni che sono già emerse in altri Paesi – ha spiegato Becchetti –. La pandemia deve spingerci a perseguire una ripresa resiliente e generativa. Usando una metafora, dobbiamo cercare di colpire con ogni boccia, ogni azione, tutti i cinque birilli fondamentali: il rilancio dell’economia, quello del lavoro, ma assieme la sostenibilità ambientale, quella sanitaria senza dimenticare la ricchezza di senso del vivere”.

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