Master di Politica. Lezione aperta: “Un’economia per tutti e non per pochi”

Il Master per operatori in ambito politico, prosegue con le lezioni secondo il programma previsto. Dopo la Lectio Magistralis, di Mons. Staglianò, il 22 febbraio 2020 si è celebrata la prima lezione. 

L’incontro, presso l’Auditorium “Pietro Floridia” a Modica, ha visto una buona partecipazione di per-sone esterne al master. L’avvio dei lavori è stato affidato al dott. Solarino, direttore didattico del master, che ha dato la parola al Prof. Leonardo Becchetti, ordinario di Economia Politica, presso l’Università di Roma Tor Vergata.

“Un’economia per tutti e non per pochi” è stato l’argomento della lezione del prof. Becchetti, che non si è incentrato solo sugli aspetti economici, ma ha analizzato la situazione sociale e gli effetti, che ne conseguono. Si è parlato delle buone pratiche dell’economia per costruire “un’economia civile”, con al centro l’uomo e le relazioni. L’obiettivo dell’economia civile è la generatività, l’insieme delle azioni utili a poter garantire un futuro alle prossime generazioni. Per realizzarla c’è bisogno di molto lavoro, Becchetti sottolinea che: «ci sono una serie di problemi rilevanti da conoscere e da saper gestire». 

Il valore sociale è utile a riconoscere e a mettere mano ai problemi da risolvere. Si realizza nel quotidiano, attraverso piccoli passi possibili, cercando di capire il contesto in cui si vive, avere una vision globale, per elaborare risposte positive, da realizzare partendo sempre dal basso, e accompagnando le pratiche migliori. L’economia civile necessita di coinvolgimento e di comunicazione, così da rendere la risposta degli stakeholders generativa. «Il valore sociale – afferma Becchetti – deve divenire l’elemento levatrice della società».

La globalizzazione e il progresso tecnologico riducono le diseguaglianze fra i paesi, ma rischiano di aumentarle all’interno del singolo, pertanto «la strada migliore per risolvere questi problemi  – spiega il professore – è quella della efficienza e dello sviluppo sostenibile».

L’Italia è in una forte crisi demografica, a causa della povertà/incertezza economica, della povertà di tempo e di quella affettiva. Questo ha conseguenze importanti sull’economia del paese. Un’economia circolare ha bisogno di ogni elemento della società, e necessita di forza lavoro giovane, capace di garantire gli aumenti di produttività.

Il problema delle relazioni non è da sottovalutare se si vuole rendere il mercato e il lavoro sempre più vicino agli uomini. Non si può non considerare il cambiamento climatico, perché questo riguarda i luoghi fisici in cui l’uomo vive e il problema dei migranti, che fuggono per un futuro migliore.

Un’economia etica ha bisogno di un cambiamento di prospettiva e di abitudini, cioè compiere una «transizione giusta», in cui ogni aspetto della vita concorre al bene comune.

L’economia circolare ha diversi compiti, tra questi quello di costruire le condizioni per rispondere alla ricerca di senso, che è propria dell’uomo. «Le persone sono felici se sentono che la loro vita serve a qualcosa», questo renderà gli uomini generativi e creativi. La felicità è la prima risposta alla ricerca di senso.

Durante la lezione il professore Becchetti ha cercato di coniugare teoria e pratica, con diverse esperien-ze e buone pratiche di mercato. 

La lezione ha visto i saluti conclusivi di don Salvatore Cerruto, vicario per la pastorale sociale e gli affari economici. Il master con questa lezione aperta al pubblico ha realizzato in pieno, uno degli obiettivi per cui nasce: offrire una riflessione critica e una prospettiva per un modello di sviluppo economico sostenibile.

di Pierpaolo Galota

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