Il Presidente incaricato del Consiglio, prof. Giuseppe Conte: “Sarò l’avvocato del popolo”

Il Presidente Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio del 23 maggio il professore Conte indicato dalla coalizione Lega-Cinquestelle come candidato Presidente del Consiglio. Dopo un incontro durato due ore il candidato ha smorzato i toni sull’Europa e si è auto definito “avvocato del popolo“. Tutte le polemiche sul suo curriculum sono improvvisamente passate in secondo piano. Le cosiddette forze antisistema hanno scelto un presidente antisistema? Sembrerebbe di no ma è presto per risponde ad un simile  quesito. La protesta contro l’Europa può portare consensi elettorali ma quando si assumono responsabilità di governo lo spartito cambia. L’idea di tornare agli Stati nazione di stampo ottocentesco è fuori dalla storia in un mondo globalizzato e con una Europa che è chiamata ad una svolta nel momento in cui lo scenario internazionale è sempre in movimento. Così come appoggiare Trump e il suo protezionismo o Putin e il suo ”imperialismo” non è un gioco senza conseguenze. Salvini forse pensa all’Italia del Nord che sfida il mondo, che si libera di accordi ingombranti. Forse pensa ad un’Italia senza debito, senza importazioni, senza immigrati…. ma questa non è l’Italia reale, è quella che vive nella retorica accalappia voti della Lega. Forse tutto questo è un gioco a rialzo condotto da Salvini per rifondare un Centrodestra non più dominato dall’intramontabile Berlusconi. Anche i Cinquestelle mettendo i piedi a terra sul tema del debito pubblico, del sistema pensionistico, per citare solo due esempi, sperimenteranno un atterraggio con qualche turbolenza. Di Battista mantenendo ancora la sua baldanza demagogica e quasi patetica, ha quasi sfidato Mattarella. Non si accorge che non si può stare in piazza a protestare e dentro il palazzo a governare contemporaneamente. Conte autodefinendosi avvocato del popolo dovrà prima o poi scegliere tra vari modelli, tra due in particolare: Robespierre o Gandhi, tutti e due avvocati. Il primo fautore della democrazia diretta anticamera del totalitarismo; il secondo, avvocato pacifista che  sfidò l’imperialismo inglese liberando l’India.  Se pensiamo al secondo termine, “popolo”, non dobbiamo dimenticare che la stratificazione sociale non permette alcuna generalizzazione di comodo. 

In questo panorama complesso non sento una voce autorevole del mondo cattolico, anche una vocina in grado di riorientare il dibattito ai grandi valori di solidarietà e bene comune da indicare attraverso un percorso possibile e incarnato nel presente storico.

Salvatore Vaccarella

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