Nel XXV di promulgazione del catechismo della Chiesa cattolica Papa Francesco e il dinamismo della Parola di Dio

«‘Custodire’ e ‘proseguire’ è quanto compete alla Chiesa per sua stessa natura, perché la verità impressa nell’annuncio del Vangelo da parte di Gesù possa raggiungere la sua pienezza fino alla fine dei secoli». In queste parole è il centro focale del notevole discorso pronunciato da Papa Francesco nel venticinquennale di promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. “La Tradizione è una realtà viva e solo una visione parziale può pensare al ‘deposito della fede’ come qualcosa di statico”, scrive il Papa. E cita il Concilio Vaticano II: “Questa Tradizione progredisce, cresce, tende incessantemente alla verità finché non giungano a compimento le parole di Dio”. Di qui il compito di “custodire” una verità ricevuta e non fatta dalla Chiesa, così da preservarla dall’eresia come da ogni contaminazione alteratrice; e, nel contempo, di “proseguire” ovvero di sviluppare le potenzialità ancora inespresse e inattuate della Verità e della Parola di Dio, in ascolto e risposta alle res novae e ai segni dei tempi. Parola che nel Vangelo s’identifica con la persona stessa di Gesù, il Logos, la Verità-Parola di Dio a noi. Così che conservare e far sentire la vivacità sempre attuale e sempre nuova del Vangelo, e della Tradizione in cui ha preso corpo e forma lungo i secoli, è far risuonare la Parola sempre viva e attuale del Divin Maestro nell’oggi della Chiesa e del mondo. “Ci avviciniamo così agli uomini e alle donne del nostro tempo per permettere che scoprano l’inesauribile ricchezza racchiusa nella persona di Gesù Cristo”. Com’ebbe a dire il beato Paolo VI, “essere fedeli alla Tradizione non significa vincolarsi al passato; significa conservare la spinta verso la vita e il tempo che viene… La Tradizione non è un museo, un cimitero, un’archeologia. È una pianta che fiorisce ad ogni primavera, una linfa che continuamente si rinnova”. La Tradizione riflette il dinamismo della Parola di Dio, la quale – dice Francesco – “non può essere conservata in naftalina come se si trattasse di una vecchia coperta da proteggere contro i parassiti! No. La Parola di Dio è una realtà dinamica, sempre viva, che progredisce e cresce perché è tesa verso un compimento che gli uomini non possono fermare”. E conclude: “Non si può conservare la dottrina senza farla progredire né la si può legare a una lettura rigida e immutabile, senza umiliare l’azione dello Spirito Santo”.

(S.I.R.)

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