JUS SOLI: L’immaginario collettivo

di Salvatore Vaccarella

La legge sullo jus soli sarà approvata? Forse. Nell’immaginario collettivo è un rischio. La cosiddetta area moderata è contraria e i prossimi appuntamenti elettorali non invitano a soluzioni coraggiose. È ingenuo pensare di poter perpetuare il proprio tenore di vita con i dannati della terra sporchi e affamati fuori dalla porta che gridano. Che bella moderazione! Siano gli africani stessi a fermarli con metodi disumani in cambio di soldi: questa non è una soluzione! L’Europa deve fare i conti con cinquecento anni di sfruttamento coloniale.

Episodi di violenza di singoli immigrati sono artatamente utilizzati per promuovere campagne elettorali all’insegna della difesa delle identità nazionali, richiamando le differenze culturali e religiose come baluardi insormontabili.

La paura, la rabbia, la presunzione di ritenersi superiori alimentano i populismi che da sempre hanno dato voce al disagio, hanno catalizzato la protesta per poi mostrarsi incapaci di organizzare politiche in grado di mediare interessi e sensibilità diverse.

Sempre nell’immaginario collettivo corruttori e  corrotti sono visti come persone  abili  che si danno da fare per inseguire i propri interessi; talvolta sono sommessamente additati come coraggiosi e astuti oppositori di uno Stato predatore. Si rischia una mezza assoluzione! Lo straniero che grida la sua indigenza è visto come nemico, il corrotto che calpesta la legge e evade il fisco è “uno di noi”, pur essendo contro.

“Aprire le braccia ai bisognosi!” è l’invito di Papa Francesco che usa parole severe contro i corrotti. Non sono belle parole, sono appelli coraggiosi, controcorrente!

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