Celebrata la festa liturgica di S. Corrado

Il Solenne Pontificale per la festa liturgica di San Corrado di questo 19 febbraio 2023 è stato segnato da due scroscianti applausi: il primo al termine della lettura del messaggio inviato alla comunità ecclesiale dal Vescovo eletto Mons. Salvatore Rumeo (vedi testo in questa pagina); il secondo al termine della celebrazione, quando il Vescovo Antonio, che ha servito la nostra Chiesa per 14 anni, si è accomiatato, salutando e ringraziando tutti, dalle autorità, ai presbiteri, dai portatori di San Corrado ai portatori dei Cilii, dai fedeli ai componenti del Coro “Perosi”, che hanno animato, pressoché, tutte le sue celebrazioni. Nel clima festoso e raccolto che sempre anima le celebrazioni per il Santo Patrono, si sono ripetuti i tradizionali segni che da sempre caratterizzano il Pontificale. Tra questi, la benedizione del pane, a evocare il miracolo di San Corrado e l’offerta, da parte del Sindaco, Dr. Corrado Figura, del cero votivo per ringraziare il Santo per avere preservato la Città dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un voto perpetuo che si ripete ogni anno dal 1943. Nella parte centrale, rappresentata dall’omelia, il Vescovo Antonio ha ricordato che questo momento non è facoltativo, ma rientra nella funzione d’insegnamento dei Vescovi prevista, come atto di carità, dal n. 25 della Lumen Gentium “Tra i principali doveri dei vescovi eccelle la predicazione”. Non basta gridare “San Corrado” e neppure andare a Messa, ha detto il Vescovo Antonio, se non si pone attenzione alle tante povertà che stanno emergendo. Oltre a quelle già tristemente note, oggi dobbiamo guardare alla distruzione della natura che colpisce indifferentemente ricchi e poveri. L’aria avvelenata di Milano ne è un esempio: non conta avere i soldi se dobbiamo tapparci in casa. Da qui l’invito a immergersi nella predicazione di Gesù perché operi in noi la conversione, così come fece con San Corrado che, grazie a un “provvidenziale” incidente di caccia, cambiò radicalmente la sua vita: scoprì il senso del dovere, che oggi dovrebbe attrarre tutti i cittadini e si dedicò alle opere di carità. Altro che piccole devozioni! “San Corrado – ha detto Mons. Staglianò – ha operato una vera e propria rivoluzione politica e sociale”! Quella rivoluzione – ha concluso – che siamo chiamati a operare noi cristiani (rispetto della natura, delle leggi, lotta alla corruzione e via dicendo) e principalmente, “uscendo dal tempio”, come ci invita Papa Francesco ad accogliere, amare e benedire tutti”.

Il messaggio del vescovo Rumeo: “San Corrado, segno luminoso per chi cerca Dio”

Carissimi fratelli e sorelle,
a tutti voi che con grande fede e devozione onorate San Corrado giunga il mio affettuoso e amorevole saluto. Mi è di grande conforto spirituale sapere che la comunità cristiana di Noto riconosce San Corrado come il testimone di Dio che, convertitosi, ha fatto della preghiera, dell’Eucarestia e della carità, il centro della sua vita.
Il Vescovo Antonio, a cui va il mio fraterno saluto, mi ha reso partecipe della passione e dell’amore con cui tutto il popolo di Dio, che vive nei nostri comuni, venera San Corrado e si affida alla sua potente intercessione.
Il Santo eremita continua ancora oggi ad essere segno luminoso per coloro che sono alla ricerca di Dio e vogliono crescere nella fede e nella carità.
Nella Lettera apostolica del 14 settembre 1989 San Giovanni Paolo II scriveva al compianto Mons. Salvatore Nicolosi che «la comunità diocesana, che ha San Corrado quale suo speciale Protettore, a buon diritto ne ricorda le virtù, consapevole che la testimonianza della vita di un santo costituisce per ogni tempo un messaggio da raccogliere e un modello da imitare».
Accogliamo con spirito di profonda umiltà gli insegnamenti di San Corrado! Alle porte della Santa Quaresima ricerchiamo spazi e tempi intensificando la preghiera personale, il silenzio e la contemplazione del mistero di Dio che nel Figlio Suo Gesù ha redento il mondo. Convertiamoci a Lui e saremo raggianti, tanto luminosi da saper scorgere e sostenere le sofferenze dei nostri fratelli.
Nel Giorno del Signore, la domenica, raduniamoci attorno all’altare e adoriamo Gesù Eucarestia. Nutrendoci di Lui si rafforza la nostra fede e il mistero della grazia che ci fa crescere nella comunione superando ostacoli e barriere.
Siamo, inoltre, chiamati a fare esperienza concreta di carità operosa, a riconoscere la «carne ferita di Cristo» nel prossimo, perché «la fede senza le opere è morta».
A San Corrado affido la Chiesa netina, il nostro Seminario, i sacerdoti e i religiosi, le famiglie, gli anziani, gli ammalati, i giovani, i ragazzi, i bisognosi, coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, coloro che, attraversati da mille difficoltà o preoccupazioni, sentono la vita come un peso e non come un inno all’amore e alla gioia. Mettendo da parte ogni ostacolo e difficoltà lavoriamo per il bene e la pace di tutti.
Ai devoti, ai portatori di San Corrado, ai portatori dei cilii, alle confraternite, a quanti si adoperano per la festa del Santo Patrono, va la mia personale gratitudine nell’attesa di poter anch’io camminare con voi per le strade della nostra bellissima Noto e gridare con sincera fede:
E cu tuttu lu cori ciamamulu: evviva San Currau!
E cu vera firi ciamamulu: evviva San Currau!

Noto, 19 febbraio 2023
Festa di San Corrado Confalonieri
Vostro
Salvatore Rumeo
Vescovo eletto

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