Al via le sessioni dell’assemblea permanente dei presbiteri

Come da programma, si è svolta il 14 gennaio la prima sessione, dopo l’apertura solenne del 10 dicembre, dell’assemblea permanente del nostro presbiterio, con le modalità definite ormai per ognuna di queste sessioni. Anzitutto la preghiera presieduta dal nostro Vescovo con l’ora di adorazione del Santissimo sacramento dell’Eucaristia nel presbiterio della nostra Cattedrale, con la riflessione sulla parola del Signore, introdotta dalla meditazione di Don Stefano Modica sulla chiamata degli apostoli secondo il vangelo di Marco. Don Stefano ha invitato i presbiteri presenti a vivere quel momento come un risalire con Cristo sul monte, a stare in intimità con lui, a risentire la sua voce che chiamava, sceglieva e inviava ognuno dei presbiteri ancora una volta per le strade del mondo. Significativi al riguardo i brani citati di Don Giussani e di Don Tonino Bello e la traccia di preghiera con un brano sul sacerdozio di Papa Benedetto XVI.

Dopo la preghiera, la seconda parte si è svolta nell’aula magna del Seminario, dove i presbiteri hanno potuto discutere sul tema scelto, a partire da una scheda con una serie di domande per aiutare a riflettere sul tema della prima sessione: il rapporto del presbitero con Dio e il popolo.

Ecco la serie delle domande:

«Con voi sono cristiano, per voi sono vescovo»

1. Come vivere la vita di fede personale, sia in quanto cristiani sia in quanto presbiteri in una società in continua evoluzione, definita oggi post moderna e post cristiana?

2. É forse tempo di maturare una nuova immagine di cristiano e presbitero?

«Scelti di tra gli uomini per essere mandati agli uomini»

1. Come comprendere l’identità del presbiterato nei cambiamenti del mondo e nella relazione con la Chiesa di oggi, con se stessi e con gli altri?

2. Quale stile di vita presbiterale oggi, nell’ottica della scelta di servizio al popolo di Dio e di rinuncia alla mondanità secolarizzata da parte del presbitero?

«C’è chi si fa eunuco per il Regno»

1. Come comporre l’identità presbiterale nel dialogo tra dimensione teologico sacramentale del ministero ordinato e la relativa dimensione umana?

2. Come educare alla maturità umana anche in vista di una affettività piena e consapevole, con uno sguardo realistico sul celibato e i problemi che questo comporta fin dal seminario?

«Pascete il gregge affidato di buon animo»

1. Come vivere la responsabilità del parroco come pastore d’anime in modo attivo e consapevole?

2. Come recuperare la vicinanza e la tenerezza dei presbiteri  verso il gregge affidato come ministri della consolazione?

3. C’è un modo presbiterale di affrontare i problemi reali della gente e della società?

4. Come realizzare una vera comunione in parrocchia, in un giusto rapporto tra presbiteri e laici, e con tutta la comunità parrocchiale, senza clericalismi e senso di superiorità da parte dei presbiteri?

Gli interventi in aula hanno fatto emergere anzitutto la voglia di dialogare e di confrontarsi su questi temi importanti che definiscono la identità del presbitero, nonostante le difficoltà a vivere la spiritualità sacerdotale in un contesto ecclesiale e sociale in continua evoluzione e anche, a volte le difficoltà legate alla solitudine e a un rapporto tra presbiteri e coi laici da rimotivare e riqualificare.

Molto sentite le testimonianze, e qualcuna anche sofferta, dei presbiteri intervenuti al dibattito, accolte in un clima di fraterno ascolto e condivisione. Purtroppo il tempo non ha permesso a tanti di intervenire, ma la possibilità di potersi esprimere tutti sarà data nella prossima sessione del 28 gennaio, dove gli stessi temi e le domande più scottanti emerse saranno ripresi in una verifica in quattro gruppi di studio da parte degli stessi presbiteri.

Come sempre il pranzo è stato un momento di distensione gioiosa del nostro presbiterio insieme al nostro vescovo: anche questo un modo per crescere nella fraternità.

di Ignazio La China

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