Affascinati da Gesù in cammino verso un cristianesimo più autentico

Mercoledì 1 maggio, giornata dedicata alla festa dei lavoratori, noi ragazzi componenti del gruppo parrocchiale della chiesa madre di Delia (CL) “R(ê)(é)volution“, insieme al nostro parroco Don Carmelo Carvello, spinti dall’entusiasmo della pop theology per giovani tanto predicata dal vescovo Staglianò , sollecitati dal nostro parroco, abbiamo approfittato di questa giornata “vuota” per recarci a Noto, desiderosi di conoscere e ascoltare un predicatore innovativo e di proporci a lui come mezzo di una nuova evangelizzazione in correlazione alla sua “teologia popolare”. 

Il nostro gruppo nasce da un’idea sorta ben prima della sua concretizzazione effettiva che prende piede soltanto nell’ottobre del 2018 grazie alla totale adesione e al supporto del nostro Don, il quale ha sempre sostenuto noi giovani della parrocchia sognando “una chiesa fuori dai recinti sacri per mettersi sulle strade del mondo” in affinità al pensiero del vescovo Don Tonino Bello e quindi anche in sintonia con il vescovo di Noto che desidera ardentemente il passaggio da un cattolicesimo convenzionale ad un cristianesimo umano. 

Il nome scelto da noi ragazzi per identificare appieno quella che è la nostra missione è, appunto, R(ê)(é)volution. Il neologismo è composto da due parole francesi: ‘rêve’ [=sogno] e ‘révolution’ [=rivoluzione] perché il nostro sogno è quello di portare a termine una vera e propria rivoluzione del genere umano a partire proprio dai nostri coetanei, attraverso le nuove vie di comunicazione quali musical, concerti che trattano tematiche e problemi attuali, capaci di colpire e condizionare sensibilmente l’animo e il pensiero di noi giovani. Il nostro è un percorso innanzitutto personale che suscita in ognuno di noi il bisogno di condividere con gli altri l’esperienza del cammino di fede che facciamo.

Tornando all’esperienza fatta il 1° maggio, ciò che più ci ha colpiti del vescovo è stata la sua capacità di relazionarsi in maniera avvincente con noi ragazzi. Nonostante la nostra tendenza a distrarci dopo un breve momento di ascolto, il vescovo è riuscito a mantenere alta la nostra attenzione per 55 minuti, senza annoiarci grazie all’utilizzo da parte sua di un linguaggio molto vicino al nostro. In sintesi, il contenuto della sua riflessione è stata una forma di cristologia nuova e originale: ha parlato di Cristo citando volta per volta autori classici, lontani come Euripide e Leopardi; teologi come Ranher e Guardini; ma al contempo cantautori come Vecchioni e Battiato e cantanti più vicini a noi come Mamhood, Mengoni, Cristicchi, Noemi. Non si è limitato a citarli, ma ha cantillato alcune delle loro canzoni che ci hanno commosso e fatto entrare in una conoscenza più intima di Cristo risorto. Ascoltando le sue parole, abbiamo avuto l’impressione di essere condotti a lasciare da parte, senza rabbia, rivoluzionariamente, il cattolicesimo convenzionale, ormai stancante e lontano dal nostro sentire, per un cristianesimo più umano e più autentico. Finalmente ci siamo sentiti in sintonia con un vescovo, un vescovo nuovo per noi, senza con ciò esprimere un giudizio verso gli altri vescovi. Forse ci siamo sentiti parte della chiesa e in essa accogliamo con entusiasmo la proposta che il vescovo Staglianò ci ha fatto di mettere in scena un musical che sarà prossimamente pubblicato nel suo nuovo libro.

R(ê)(é)volution per noi significa anche questo e se, come ci accennava il vescovo, c’è qualche gruppo di giovani come il nostro, in Calabria e in Puglia, possiamo insieme trasmettere la bellezza e la profondità della pop theology perché siamo convinti che questa sia una via davvero interessante e suggestiva per amare e seguire Gesù Cristo. 

di Deborah Lo Porto  e i ragazzi della  R(ê)(é)volution

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