La visita del Vescovo ai Vicariati. Un discernimento comune sulle comunità di parrocchie

Si è conclusa nei giorni scorsi la visita del Vescovo Antonio agli otto vicariati della nostra diocesi per la presentazione della bozza di Statuto delle comunità di parrocchie. In mattinata ha incontrato i sacerdoti, nel pomeriggio ha presieduto la celebrazione della santa messa seguita dalla convocazione dei consigli pastorali parrocchiali di ogni vicariato. Al di là dei risultati delle discussioni, ciò che è emerso è lo stile comunionale che contraddistingue il cammino della Chiesa. Prima della configurazione giuridica o dell’organizzazione pastorale, bisogna premettere e garantire lo spirito evangelico ed ecclesiale che sta alla base di un rinnovamento. Infatti, la comunione, in senso teologico, non consiste nell’andare d’accordo o nel pianificare insieme una progettazione. Questo è puro spirito aziendale. Non bisogna mai dimenticare che la Chiesa, avendo un carattere teandrico (cioè divino e umano), non può mai trascurare il riferimento all’elemento soprannaturale. Per cui, prima di offrire risposte, bisogna domandarsi: la nuova configurazione della comunione di parrocchie quali fini si pone? Intende rispondere solo alle esigenze dei tempi? Quale preparazione spirituale e pastorale disponiamo per portare avanti una strutturazione che richiede impegno, collaborazione, solidarietà e maturità relazionale? Abbiamo individuato i presupposti su cui basarci affinché le attività non vengano moltiplicate e le iniziative non diventino snervanti?

Gesù dice ai suoi discepoli nel cap. 6 del Vangelo di Matteo: “Cercate prima il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Ecco il punto di partenza. Incoraggiamoci vicendevolmente a focalizzare questa condizione, perché ritengo che ogni sforzo futuro potrebbe rivelarsi poco edificante e il nostro sguardo incapace di discernere ciò che il Signore ci chiede e ci propone in questo tempo.

di Ignazio Petriglieri

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