A Pozzallo ennesimo sbarco di migranti

Un altro sbarco di migranti finito in tragedia! A distanza di due anni, un’altra  piccola vittima, colpevole soltanto di essere fuggita da un paese martoriato dalla guerra. Ancora vivo il ricordo del tragico ritrovamento sulla spiaggia di Bodrum (Turchia) del cadaverino del piccolo Aylan Kurdi ritratto fra le braccia di un militare. Quella foto fece il giro del mondo scuotendo le coscienze di tutti gli uomini di buona volontà. La tragica storia si è ripetuta nei giorni scorsi a Pozzallo, Comune della nostra Diocesi. Poteva essere uno dei tanti sbarchi che frequentemente si verificano nel porto della cittadina del ragusano e che hanno visto, negli anni passati, superare addirittura il numero degli abitanti di Pozzallo (circa 22.000). La triste sorpresa è stata che tra i 58 migranti arrivati a bordo della nave “Sea Watch” c’era anche il cadavere di un bambino di due anni e mezzo proveniente dalla Nigeria. La tragedia che ha causato la morte del piccolo e nella quale avrebbero perso la vita altri venti immigrati, a detta dell’organizzazione non governativa tedesca che ha curato il recupero dei naufraghi, poteva essere evitata se le operazione di salvataggio non fossero state ostacolate dalla flotta libica. Il sindaco della città, Ammatuna, in un’intervista alla radio ha rappresentato il dolore dei cittadini di Pozzallo che, in maniera encomiabile, da sempre hanno mostrato la disponibilità ad aprire le porte della loro città a questi fratelli martoriati. Non ha potuto, però, sottolineare l’insensibilità mostrata specialmente dagli organismi europei di fronte al dramma epocale dell’immigrazione. “Era cambiato il fenomeno migratorio, ha detto, adesso sta tornando ad aprirsi la rotta libica. Non possiamo lavarci le mani di fronte a quello che succede nell’altra parte del Mediterraneo. Il ministro Minniti sta lavorando bene, ma serve un approccio europeo”. Ora è iniziata una gara di solidarietà nei confronti della mamma del bambino morto che non riesce a reggere il suo dolore per la perdita della sua creatura per la quale sognava un avvenire degno di quella libertà di cui dovrebbero godere tutti i figli di Dio. E per questo aveva affrontato il rischio dell’avventura della traversata del Mediterraneo… Ora il bambino riposerà per sempre qui da noi, nel cimitero di Scicli nel quale le autorità civili gli stanno approntando una degna sepoltura

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