Lasciare per trovare: la ragione della nostra esistenza
di + Mons. Salvatore Rumeo
Il Tempo della Grazia è sempre tempo di conversione e di rinascita nella fede. Tempo feriale che si snoda sulla scena della nostra vita. Sta a ciascuno di noi accogliere la voce del Maestro che invita a «uscire» per «dire» la Sua Parola.
Inizia un nuovo Anno Pastorale, il secondo del Primo Biennio previsto dal Piano Pastorale Diocesano, e per le nostre comunità cristiane diventa urgente lasciare ogni cosa e seguire il Maestro perché ci è stata indicata una missione: diventare «pescatori di uomini».
Il Regno di Dio è presente in mezzo a noi e si realizza facendo scelte precise, seguendo la Parola e la testimonianza di Gesù. Il Regno è pace, giustizia, e gioia nello Spirito anche se in questo nostro povero mondo prevale l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento e la guerra che entra anche nelle nostre case con i gesti di violenza contro i più deboli!
Il Regno è dono di Dio ma esige la risposta e passi di conversione da parte dell’uomo. La Parola fatta carne è in mezzo a noi e ci chiama ad essere suoi collaboratori, a seguirlo e imitarlo là dove si fa più urgente e necessario.
Con l’uomo, e non senza di lui, nel rispetto della sua libertà di scelta, siamo collaboratori di Dio.
Il Maestro continua a chiamare, a far nascere quella forza generativa nel cuore di tanti giovani che si lasciano condurre dallo Spirito di Dio. È una chiamata che avviene nel quotidiano della vita povera o ricca che sia, tra le fragilità e dentro i limiti. I nostri limiti! Si! I chiamati, i prescelti sono persone ma anche comunità perché il Signore chiama a due a due.
I chiamati lasciano tutto per trovare «qualcosa di più»: il senso profondo della vita illuminata da Dio e una vocazione al servizio dei fratelli. Lasciare per trovare: questa è la dinamica della sequela che esige la libertà di camminare con il Maestro senza impedimenti ed assumere con Lui il dovere della missione. Chiamati lasciano: non c’é incertezza e sembrano sapere in chi hanno posto ieri e pongono oggi la loro Speranza. Colgono l’urgenza dell’annuncio e vivono il distacco per aprirsi al nuovo che la Parola indica.
Vivono la Fede e si aprono alla Speranza.
Apriamo i nostri cuori e lasciamoci toccare da Colui che passando chiama nella ferialità delle nostre vite. Non sappiamo con certezza dove ci condurrà ma ci lasciamo portare perché abbiamo la certezza che l’Amore non abbandona, non delude. Ma siamo certi che in Lui troveremo il senso e la ragione della nostra esistenza.