Una giornata di cultura, spiritualità e fraternità: la Comunità “Fratelli Tutti” – SuperAbili al Festival Biblico di Catania

di Giuseppe Cataudella – Presidente SuperAbili

Una straordinaria esperienza culturale, spirituale e ricreativa ha visto protagonisti, sabato 9 maggio 2026 a Catania, i membri della Comunità “Fratelli Tutti” – SuperAbili, presenti alla 22ª Edizione del Festival Biblico, quest’anno dedicata al tema “Il potere del limite. Salvaguardia del creato”. 

L’incontro, ospitato nella Chiesa di Sant’Orsola di Catania, ha proposto un intenso dialogo a tre voci con: – Giuseppe Cataudella, (Presidente di SuperAbili odv), Don Aristide Raimondi, (Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Persone con Disabilità della diocesi di Catania) e Don Fabio Marella (Collaboratore del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità della CEI).   

Un confronto ricco di spunti, capace di intrecciare teologia, esperienza pastorale, vita quotidiana e sensibilità sociale.

«Ci sono giorni in cui la bellezza dell’amore e del servizio al prossimo diventano istanti di paradiso da condividere e da innestare in un mondo che sembra bruciare d’odio» ha affermato Giuseppe Cataudella, dando voce a un sentimento che ha attraversato l’intera giornata. Il Festival Biblico, con la sua capacità di riportare la Scrittura al centro della vita dei cristiani, ha offerto un contesto ideale per riflettere sul ruolo delle persone con disabilità nella società e nella Chiesa. Non come destinatari passivi di attenzioni, ma come protagonisti di un cammino di umanizzazione e di bellezza condivisa.

Nel suo intervento, Cataudella ha ricordato come le persone con disabilità abbiano il diritto di ricevere un mondo più bello, più vivibile, più giusto. Un mondo che non chiede loro di adattarsi a un sistema imperfetto, ma che si impegna a trasformarsi per accogliere ogni fragilità come ricchezza. Richiamando l’enciclica Laudato sì, il Presidente dei SuperAbili ha sottolineato un passaggio che risuona con forza nel nostro tempo: «Il grido della terra e il grido dei poveri sono quasi lo stesso grido, sono intimamente connessi». Un grido che interpella ogni uomo e ogni donna, invitando a una conversione dello sguardo e del cuore: riconciliarsi con la bellezza del creato, lasciarsi trasformare interiormente, riscoprire la responsabilità verso la casa comune e verso i fratelli più fragili.

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