Il Rinascimento culturale di Modica: la lezione di memoria e futuro della Scuola “Stagno D’Alcontres”
di Pierpaolo Galota
Modica custodisce la propria storia non come uno scrigno di carte polverose, ma come un organismo vivo che genera futuro. Lo ha dimostrato l’evento “La Cultura come Servizio comunitario”, svoltosi nella sede di via Francesco Crispi della Scuola per Assistenti Sociali “F. Stagno D’Alcontres”. L’iniziativa ha celebrato cinquantasei anni di un’istituzione che è, a tutti gli effetti, una fucina di formazione alla vita sociale e alla cittadinanza per l’intero Sud-Est siciliano. Al centro della giornata vi è stata la restituzione collettiva di un immenso patrimonio immateriale e materiale, culminata nell’inaugurazione dei fondi librari donati dalle famiglie dei professori Angelo Scivoletto e Luciano Nicastro, del fondo dei Padri Gesuiti e nello svelamento del restaurato dipinto del Sacro Cuore di Gesù, opera di Gaetana Ascenzo proveniente dalla chiesa di San Giuseppe.
L’appuntamento ha assunto i tratti di una profonda riflessione sulla custodia e sulla trasmissione del sapere. Il direttore Gian Piero Saladino ha aperto i lavori dando spazio a un fitto dialogo tra istituzioni civili, accademiche e religiose. Tra i saluti dei sindaci di Modica e Comiso, Maria Monisteri e Maria Rita Schembari, e l’intervento di Domenica Farinella dell’Ateneo messinese, ha colpito in modo particolare l’ironica e profonda riflessione di monsignor Salvatore Rumeo. Il Vescovo di Noto ha esordito confessando con un sorriso che, partendo da Noto sotto il sole delle quattordici e trenta, si era domandato se si trattasse di un convegno sulla cultura o sulla “cottura”. Superata la battuta, il presule ha ricordato come l’evento parli soprattutto al cuore, reso possibile da figure che, come Scivoletto e Di Castro, hanno saputo “coltivare la passione, perché tutto parte dalla passione e dagli interessi”.
Nel corso del suo intervento, il Vescovo ha tracciato una linea ideale che unisce la memoria e la dignità umana, citando la commovente ultima lettera di Aldo Moro alla moglie Noretta, definita un esempio di “alta letteratura” che dovrebbe entrare in ogni percorso di formazione sociale. Monsignor Rumeo ha poi richiamato l’umanesimo cristiano di Giorgio La Pira e la sua storica lettera ai vescovi italiani sulla sfida del dialogo, per approdare alla complessità del tempo presente. Evocando la transizione verso l’intelligenza artificiale, ha ricordato la recente enciclica di Papa Francesco, pensata non sull’algoritmo in sé, ma “sulla persona umana, perché al centro di tutto deve tornare a esserci la persona”.
Attraverso i ricordi e le testimonianze di figli e amici, l’evento ha ricomposto la memoria collettiva di figure cardine per la crescita sociale del territorio, come Salvatore Triberio, Angelo Scivoletto, Raffaele Pluchino e Luciano Nicastro. La giornata ha poi offerto importanti spunti operativi, dall’intervista di Corrado Parisi a Filippo Santoro sul valore professionale della lettura, sino alla relazione dell’archeologo Saverio Scerra sui beni culturali come volano di sviluppo. Un esempio concreto di questa sinergia generazionale è stato il coinvolgimento degli studenti del Liceo “Galileo Galilei”, che hanno materialmente contribuito all’archiviazione di circa settemila volumi donati alla Scuola. I lavori si sono conclusi con l’intervento del legale rappresentante Mara Gugliotta, suggellando un momento in cui Modica ha riscoperto sé stessa attraverso la cultura intesa, per dirla con le parole del Vescovo, come un servizio necessario non solo alla comunità, ma “alla collettività intera”, indispensabile per un nuovo Rinascimento sociale e politico.