Le Notti di Nicodemo
A Modica si rinnova l’appuntamento presso la Parrocchia Sant’Anna
In un tempo in cui l’oblio delle coscienze sembra far sprofondare il mondo negli abissi delle tenebre, in cui la notte sembra diventare più lunga del giorno e la flebile luce della speranza sembra affievolirsi sempre di più, diventa quasi di vitale importanza accordare il respiro con il ritmo del cuore, il corpo con lo spirito, per evitare che anche quel poco ossigeno rimasto vada perduto.
Il nuovo anno non ha portato la tanto agognata pace, quanto piuttosto sempre più impetuosi venti di guerra. Tutto questo contribuisce a disorientare le nostre vite, soprattutto attraverso il perdurare e peggiorare delle difficoltà economico-sociali ed una crescente incertezza nel vivere il quotidiano, anche nella semplicità dei rapporti familiari. Si avverte la necessità, nei cuori, di respirare aria pura a pieni polmoni. Allora viene da chiedersi come possiamo iniziare, nelle nostre vite, una ricerca sincera e intensa che vada al cuore del messaggio salvifico di Cristo? Alla ricerca di una conversione che ci porti ad una rinascita nello Spirito. Come possiamo, oggi, rinascere dall’alto?
Nella Parrocchia Sant’Anna in Modica, anche quest’anno, il vento è tornato a soffiare attraverso “Le Notti di Nicodemo”, delle oasi di ascolto e di preghiera, che dal 2024 scandiscono i momenti forti della vita parrocchiale. Tema di questa edizione Quaresimale, che si è svolta tutti i venerdì dal 27 febbraio al 20 marzo scorso, è stato il passo di Isaia: “Per le sue piaghe siamo stati guariti” (Is 53,5). Novità di questa edizione: la via Crucis ad aprire ogni notte di preghiera e adorazione, con meditazioni di Valentina Angelucci, Don Tonino Bello, Don Luigi Giussani, per citarne alcuni.
Un momento, quello de “Le Notti”, che sta diventando sempre più centrale per il cammino di fede parrocchiale e che risponde a quella sete, di spiritualità, di ascolto, di riflessione e di preghiera comunitaria, necessaria per poter “ripartire” sulla via della speranza che porta ad essere guariti e rinati a vita nuova.
I quattro appuntamenti quaresimali con “Le Notti” si sono svolti di notte, a partire dalle 20:30, perché Nicodemo va da Gesù di notte. Non vuole farsi vedere dagli altri farisei e, forse, il suo cuore vive proprio la notte dell’attesa; notte di speranza nell’arrivo della Salvezza che si scontra con le tenebre del dubbio e di tutto ciò che si oppone alla fede nel Figlio di Dio. “C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio»” (Gv 3, 1-3).
Nicodemo, inizialmente dubbioso, è l’esempio del credente che arriva alla fede tramite un cammino tortuoso e lungo; così come pare fuori contesto la risposta di Gesù che parla della necessità di “nascere dall’alto”. Attraverso questa strana espressione, però, Gesù vuole sovvertire l’affermazione di Nicodemo che cercava di ingabbiarlo dentro la sua categoria precostituita e generica: indicandolo come “un” maestro e non “il” maestro. Per capire Gesù è necessario aprirsi alla sua spiazzante novità radicale. Lasciarsi sorprendere e plasmare dalla forza dello Spirito che va oltre le nostre possibilità e comprensioni. Ed è proprio quando si mettono da parte tutti i dubbi e ci si abbandona al soffio dello Spirito, all’ascolto della Parola e all’Adorazione che, durante ogni “Notte”, si avverte la guarigione nel cuore e sale la lode a Dio attraverso la preghiera comunitaria.
“Le Notti di Nicodemo” sono un’esperienza che coinvolge lo spirito e il corpo. Occorre ricordarsi che l’uomo, essendo anche corpo oltre che spirito, vive la grazia anche attraverso segni corporei concreti. Dubitare dell’efficacia della nostra corporeità e la sua trasfigurazione per “rinascere” plasmati dallo Spirito, significa mettere in discussione l’incarnazione stessa di Gesù e l’identità cristiana. La vera rinascita nasce dal coraggio di svuotare noi stessi dal nostro ego lasciando spazio a quel vento “che soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va”.
Buona Pasqua di guarigione e rinascita a tutti.
di Giorgio Vicari