LA SCONFITTA PIU’ GRANDE
di + Salvatore, Vescovo
Cosa ne abbiamo fatto del tempo quaresimale, delle sue sollecitazioni, delle sue proposte?
Abbiamo trovato il tempo da dedicare alla preghiera, alla meditazione e alle opere di carità fraterna Ci siamo messi in cammino con gli altri cercando di tenere fisso lo sguardo sul mistero redentivo della Croce
Nel grande paniere del nostro intelletto e nello spazio sacro del cuore di ciascuno ha trovato residenza stabile la vera preghiera per la pace nel mondo o ci siamo lasciati prendere da discussioni – più o meno sterili, più o meno comprensibili – che stanno animando la vita del nostro Paese
Domande lecite a cui ciascuno di noi deve trovare delle risposte. Le proprie e non quelle degli altri. Il mondo brucia e non si riesce a trovare una via d’uscita, una soluzione che possa far tornare la pace nel mondo. E comunque in Italia si parla di altro. Solo di altro. Come se tutto dovesse dipendere dall’esito di un quesito nazionale che coinvolge milioni di cittadini. E onestamente ci siamo stancati. Stiamo registrando nuovamente l’ennesima bruciante sconfitta: chiamasi cappotto. Non mettiamo a tacere le nostre coscienze.
Mettiamo in moto non solo il cuore ma anche l’intelligenza. Se la Pasqua è rinascimento, è vittoria sul male, se la Pasqua è primavera, se la Pasqua è grazia, è gioia e pace, torniamo a chiedere la forza necessaria per potere ribaltare la pietra sepolcrale che ci impedisce di camminare, di amare e di sognare luoghi di fraternità e di pace, di solidarietà e confronto sereno. E ognuno di noi faccia la propria parte. La pace inizia da noi!
La Pasqua è resurrezione, è passaggio dalla morte alla vita. Il cristiano crede nella vittoria di Cristo Redentore. Dal Suo sepolcro è venuta fuori un’umanità rinnovata, riconciliata e credibile. Dalle sconfitte ci si rialza. Sempre. E sarà il Risorto a prenderci per mano!