Connettiti a Dio!
Al Santuario “Maria Santissima Scala del Paradiso” un percorso per giovani riscopre la preghiera come relazione viva
In un tempo in cui la connessione è tutto — veloce, continua, imprescindibile — c’è un luogo in cui il segnale del Wi-Fi è debole, ma quello del cuore è fortissimo. È il Santuario Maria Santissima Scala del Paradiso, dove la Comunità delle Beatitudini lancia una nuova proposta per giovani dai 18 ai 35 anni dal titolo evocativo: “Connettiti a Dio!”.
L’iniziativa nasce da un’intuizione semplice quanto controcorrente: se siamo costantemente online, perché fatichiamo a restare “connessi” con ciò che conta davvero? In un mondo fatto di notifiche e aggiornamenti continui, la proposta invita a riscoprire una connessione stabile, profonda e duratura: quella con Dio.
Una domenica al mese per rallentare sul superfluo e accelerare sull’essenziale
Il percorso prevede un appuntamento mensile — una domenica dedicata interamente alla preghiera, alla condivisione fraterna, all’ascolto attento della Parola — e un fine settimana intensivo dal 24 al 26 luglio. L’obiettivo è imparare a vivere ciò che l’apostolo Paolo raccomanda nella Prima Lettera ai Tessalonicesi: “Pregate incessantemente” (1 Ts 5,17).
Ma cosa significa, concretamente, pregare senza interruzione? Non si tratta di moltiplicare formule o parole, bensì di coltivare una relazione continua, un dialogo che attraversa le occupazioni quotidiane e le trasfigura.
Una password che non scade mai
La metafora digitale accompagna tutto il percorso: per una connessione sicura serve una password. Qui ne viene proposta una sola, semplice e universale: prayer. La preghiera è descritta come l’unica chiave di accesso che non ha scadenza, non richiede aggiornamenti e apre allo “spazio infinito del cuore di Dio”, il più grande “sito” possibile.
Un’immagine che parla il linguaggio delle nuove generazioni senza rinunciare alla profondità del contenuto spirituale. Perché, se è vero che le connessioni virtuali possono affaticare occhi e mente, la “connessione” con Dio riscalda il cuore, illumina l’intelligenza e rende più autentiche anche le relazioni umane.
Alla scuola dei personaggi biblici
Il cammino non si limita a momenti di preghiera tradizionale. L’esperienza si sviluppa attraverso laboratori di “conversazione nello Spirito”, attività creative come le “sculture viventi” e percorsi tematici che attualizzano le esperienze di grandi figure bibliche. Uomini e donne che hanno imparato a fidarsi, ad attendere, a dialogare con Dio, anche nei momenti di prova, diventano compagni di viaggio per i giovani di oggi.
Accanto ai tempi di silenzio e adorazione, non mancano la dimensione comunitaria, la gioia dello stare insieme, la condivisione fraterna. Così la connessione verticale genera sempre una connessione orizzontale: chi impara a dialogare con Dio scopre un modo nuovo di incontrare anche gli altri.
Un’oasi per ricaricare l’anima
In un contesto in cui tutto sembra urgente e immediato, “Connettiti a Dio!” si presenta come un’oasi. Non una fuga dalla realtà, ma uno spazio in cui ricaricare le “batterie” interiori con la forza della fede, la luce della speranza e la gioia della carità, per tornare poi nel quotidiano con uno sguardo più limpido e un cuore più saldo.
Sicuramente il segnale internet al Santuario non è dei migliori. Ma per chi cerca una connessione che non cade e non delude, la proposta della Comunità delle Beatitudini sembra offrire una risposta chiara: spegnere per qualche ora i dispositivi per riaccendere la relazione più importante che è quella con Dio.
In definitiva una proposta semplice ma esigente, che invita i giovani a fermarsi per capire che alcune connessioni, quelle vere, non hanno bisogno di fibra ottica ma di silenzio, ascolto e preghiera.
I fratelli, le sorelle e i laici della Comunità delle Beatitudini
Testimonianze in prosa e … poesia dei ragazzi che hanno partecipato
Martina I.
Connettersi a Dio è il modo migliore per entrare in piena relazione con Lui, entrare nella profondità di se stessi e creare relazioni autentiche con gli altri. Ecco che il titolo di questi incontri, Connect to God, proposti dalla Comunità delle Beatitudini, rispecchia esattamente ciò che, in ogni incontro, ho la possibilità di vivere insieme ad altri giovani: momenti di preghiera, condivisione, tempi per fermarsi ed ascoltare se stessi e gli altri, comunione fraterna … amicizia! E attraverso tutto questo, Dio parla al mio cuore, mi mostra quanto sono amata, mi circonda di Bellezza. All’inizio non tutti ci conoscevamo e spesso qualche nuovo ragazzo si aggiunge, eppure il clima che si crea ogni volta è simile a quello che c’è tra amici che si conoscono da tempo! Questo mi affascina sempre e credo che la ragione per cui avvenga è che c’è un desiderio che accomuna tutti: assecondare la sete di profondità che abbiamo nel cuore, cercare la bellezza, trovare Dio.
Cristian
Sono contento di questa iniziativa, non sono molto bravo con le parole ma posso dire che queste giornate mensili mi fanno immergere in una realtà di comunione, di servizio e di fratellanza che mi aiuta a riconnettermi in primis con Il Signore ma anche con me stesso e con i miei fratelli. Mi sento davvero ristorato nel cuore. Li definisco dei momenti di crescita che non vengono solo dall’insegnamento che ci [viene dato] attraverso la parola di Gesù, ma anche dai momenti in cui noi stessi dobbiamo guardarci dentro e scavare a fondo condividendo con i fratelli quello che suscita in noi un determinato argomento. Sono molto grato al Signore che mette nel vostro cuore il desiderio di essere un sostegno per la nostra crescita spirituale.
Benedetta S.
Per me gli incontri mensili alle Beatitudini sono un momento di pace in cui mi riconnetto con Dio e stacco dal mondo. Sono un momento di gioia condivisa e amicizia, ci permettono di riflettere e mettersi in discussione, ci aiutano a conoscere sempre di più il volto di Dio.
Sono immensamente grata di avere nella mia vita tutti i membri della comunità che sanno creare un ambiente che mi viene di chiamare seconda casa.
Chiarelisa S.
Questo incontro rappresenta una bellissima opportunità per coltivare la fede e condividere del tempo di qualità con gli altri ragazzi e con Dio. Ogni parte dell’incontro mi arricchisce, il servizio lì mi ha fatto riscoprire la bellezza di mettermi a disposizione per gli altri divertendomi; i contenuti trattati sono interessanti e le spiegazioni mi permettono di comprendere meglio ciò di cui parliamo e attuarlo nella vita di tutti i giorni. Sono preziosi anche i momenti di riflessione personale grazie ai quali posso prendermi del tempo per approfondire il mio rapporto con Dio e che purtroppo, spesso, nella frenesia della quotidianità faccio fatica a compiere.
Gaia B.
Gli incontri “Connect to God” costituiscono una preziosa occasione per vivere lo Straordinario nell’ordinario.
Una domenica al mese i giovani dai 18 ai 35 anni sono invitati a partecipare a questi incontri, accolti dai fratelli e dalle sorelle di quella che è la grande famiglia della Comunità delle Beatitudini e condividere con loro momenti abitudinari come la messa del mattino, il servizio prima del pranzo, l’adorazione pomeridiana, coniugandoli con tempi di catechesi e riflessione a cui seguono attività pratiche appositamente pensate per i giovani. Dai momenti di autentica spiritualità, ai momenti di convivialità e di servizio, noi ragazzi abbiamo la possibilità di sperimentare la pienezza di Dio nella semplicità e nella spontaneità dei gesti quotidiani, quale può essere anche una preghiera: in questo modo, la connessione con Lui sarà immediata.
Giuseppe Eroe
CONNECT TO GOD
Mi manco
Sono un bambino con indosso
il suo elmo, il mantello e la spada di legno.
L’armatura del mondo per sognare.
Ma cosa sogno?
Non c’è scintillio che mi libra in
aria dopo il salto.
Una forza sul mio corpo che preme verso il basso…
con le ginocchia a terra!
L’iride dei miei occhi cade
su un prisma che scompone la luce.
All’alba, la parola apre le mie labbra
Una luce bianca accarezza le mie lacrime
Guardo un sole che non mi acceca
trovando così la giuntura che mi porta
ad indossare l’Armatura di Dio.
Questo è il mio sogno:
essere parte di quei rami spogli d’inverno
attraverso cui il nido di una gazza può essere visto.
Sara Calivà
Sono Sara, una ragazza che ha partecipato al corso “Connect to God” e lascio la mia testimonianza. Di questo corso ho apprezzato molto i miei compagni [di cammino] con il quale ho assistito a delle Messe meravigliose e ho condiviso delle attività, pensieri e non solo; grazie a loro ho potuto riflettere a tante cose; per esempio il primo incontro ho riflettuto su ciò che rende la mia vita bella e migliore, in quell’incontro ho capito che la mia camera è un luogo dove posso incontrare me stessa, che bisogna avere dei momenti solo per se, che sia camminare, la palestra o lo svolgimento di un hobby, che sul diario bisogna scrivere le cose belle che ci succedono, perché si dimenticano facilmente.
Sempre coi miei compagni abbiamo riflettuto su alcuni passi della Bibbia (il battesimo di Gesù e Mosè e il roveto ardente), e ognuno ha detto la sua idea o opinione, questa condivisione di idee è servita ad arricchirci insieme. Concludo dicendo che i nostri sono momenti di canzoni, riflessioni e arricchimento.
Lorenzo F.
Ultimamente, ho avuto l’opportunità di partecipare agli incontri mensili, che si svolgono al Santuario della Madonna della Scala. Personalmente penso che sia molto bello poter partecipare a momenti di riflessione e riscoprire il messaggio cristiano, avendo accanto chi fa esperienza di Dio, come i religiosi, ma anche farlo insieme ad altri ragazzi, che vivono le nostre stesse sfide e interrogativi di tutti i giorni.
Partecipare a questi incontri, per me, significa poter fare condivisione e crescere insieme ad altre persone nella fede, per comprendere come vivere il cristianesimo anche nel mondo di oggi.
Claudio R.
Dai racconti di questi ritiri li ho sempre trattati con superficialità, anche per colpa di quello che era il mio rapporto tormentato con Dio, ma quando mi ci sono ritrovato dentro per la prima volta mi sono sentito già da subito bene, ho provato una sensazione strana e magari mai provata prima, come se mi sentissi abbracciato per tutta la durata della giornata. Il tempo trascorso alla comunità passa troppo in fretta, pur essendo delle giornate lunghe e piene di momenti di riflessione personale, ma è come se fosse per me sempre poco e una volta finito non vedo già l’ora di ritornare e di rifare quella che è una delle esperienze più belle che possano esistere, condita da tantissime belle persone, in armonia, preghiera e perché no, anche di svago e divertimento. Ho avuto, e sto avendo ancora oggi, il piacere di partecipare ai ritiri e ad essere anche presente nel tempo di servizio, dove aiuto molto volentieri in cucina, preparando spremute o banalmente pelare le carote, ma anche aiutare a sparecchiare o asciugare le stoviglie appena lavate, in compagnia dei miei compagni e della presenza di Dio, tutte cose che agli occhi del me di qualche mese fa sembravano banali o cose di poco conto, ma che adesso ricoprono un ruolo fondamentale e importante nella mia vita.
Debora
Gli incontri “Connect to GOD”, cosa significano per me? Significano staccare dalla routine quotidiana e ricaricare le energie. Significa vivere la domenica con un altro ritmo e significato. I nostri incontri iniziano sempre con la messa e a seguire svolgiamo dei servizi, in preparazione al pranzo. Questo momento mi fa sentire come nelle prime comunità cristiane, in cui il centro era la celebrazione dell’Eucaristia, la condivisione dei beni e del banchetto. Non importa se stai svolgendo delle attività che possono richiedere della fatica, perché lo stai facendo con la compagnia dei tuoi fratelli. Nel pomeriggio ci dedichiamo a momenti di catechesi e condivisioni, altro momento molto bello perché abbiamo la possibilità di condividere la nostra storia di vita, con tutte le bellezze e perplessità che la caratterizzano, e quando si scopre che i desideri del nostro cuore sono a volte condivisi da altri, rende tutto molto più semplice e gioioso. Insomma, è un appuntamento a cui non si può mancare.