“METTI LE VESTI PIU’ BELLE”
di Salvatore Rumeo, vescovo
Le Sacre Ceneri! Segno austero, penitenziale e umile di inizio Quaresima. Tempo di preghiera, digiuno e opere di carità fraterna! Tempo di condivisione della Passione del Signore e, a conclusione del cammino, tempo di contemplazione di un sepolcro rimasto vuoto per sempre, sorgente di vera fede e di speranza!
Crediamo nella forza e nella potenza di un cammino, indispensabile per rinascere a vita nuova e potere rivedere e incontrare «la luce che non conosce tramonto»: Cristo Gesù. Lo è per tutti noi e lo è stato per la nostra amata Cattedrale, sede della cattedra del Vescovo.
13 marzo 1996. Data che appartiene alla veneranda storia della nostra amata Chiesa. Il crollo della Basilica Cattedrale segnò profondamente la vita del Val di Noto, della nostra Diocesi, della Città di Noto. Dolore, impotenza, grande senso di smarrimento attraversarono gli animi di tutti. Lunghi anni di pazienza certosina nella fase della faticosa ricostruzione. Venne fuori con grande determinazione la decisione di non arrendersi e la fede e la caparbietà di Mons. Salvatore Nicolosi e di Mons. Giuseppe Malandrino condussero un bel giorno a riaprire la porta centrale della nostra Cattedrale e le braccia alzate al cielo del vescovo Giuseppe rimasero per sempre come segno di trionfo e di rinascita.
13 marzo 2026. A trent’anni dal crollo, con viva soddisfazione, riconsegniamo gli altari della navata destra della Cattedrale che andarono distrutti quella sera di marzo impressa nella mente e nel cuore della Diocesi e dell’intera Italia.
Continua con grande sacrificio, rispetto, amore e passione il lavoro per rendere, con oculati interventi artistici, la Casa di preghiera della Diocesi, sempre più bella, solenne e dignitosa. Lavoreremo in questi anni, con la grazia del Signore, perché la Cattedrale diventi sempre più «scrigno di bellezza», spazio di evangelizzazione per tutti i visitatori e i netini e continui sempre più, per la vita di fede della comunità parrocchiale che vi si riunisce, «scrigno silenzioso di carità» per l’intera città.
A Pasqua il cristiano rinasce a vita nuova, «indossa le vesti più belle», si rianima di pace e speranza. Lo è anche per la nostra Cattedrale che amiamo e contempliamo filialmente nella sua maestosa maternità.