Celebrata a Roma la festa di San Corrado

Anche quest’anno, per tenere viva la tradizione, il nostro Vescovo Salvatore ha presieduto, lo scorso 14 febbraio a Roma, nella chiesa di Santa Maria Odigitria dei siciliani, accolto dal parroco don Renzo Giuliano, una Concelebrazione eucaristica in onore di S. Corrado alla presenza dei netini che vivono nella capitale. Accompagnava il Vescovo il Vicario generale, Mons. Ignazio Petriglieri, Don Giuseppe Francesco Canonico, don Cristian Barone, la sorella del Vescovo, Grazia Pia e Alberto Virzì. La Città di Noto era rappresentata dal vicesindaco, Prof. Salvo Veneziano. Nel salutare i presenti, Mons. Rumeo ha detto che “in questo nostro pellegrinaggio in terra romana, nella casa dell’Apostolo Pietro, vogliamo contemplare, con profondo spirito filiale, il volto del Signore misericordioso e devotamente, insieme, fissare lo sguardo al carissimo nostro patrono San Corrado Confalonieri”. Quindi ha tratteggiato la figura del Patrono di Noto ricordando le tappe da Lui percorse.  “San Corrado, ha detto il Vescovo Salvatore, grazie all’azione dello Spirito di Dio che tutto muove a conversione, decise di partire pellegrino alla volta dei luoghi santi di Roma e sulle orme di Abramo. San Corrado si fa pellegrino sulle strade della nostra Italia raggiungendo Roma, la Città del Successore di Pietro. E in questo augusto tempio dedicato all’Odigitria, sono presenti diversi affreschi. A tutti i fedeli San Corrado è presentato come un credente, che ha testimoniato una fede limpida e incrollabile nel Signore Gesù e, al tempo stesso, si è fatto compagno di viaggio dell’umanità immersa in mille fragilità e infiniti rivoli di inquietudine. San Corrado offre l’esempio di una dedizione senza riserve al servizio della chiesa e della città degli uomini”. E concludendo la Celebrazione, il Vescovo ha affidato a San Corrado “la Chiesa netina, la Città di Noto, il Sindaco Corrado Figura e i suoi collaboratori, i netini che vivono a Roma e in ogni altra parte del mondo, il nostro Seminario, i sacerdoti e i religiosi, le famiglie, gli anziani, gli ammalati, i giovani, i ragazzi, i bisognosi, coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, coloro che, attraversati da mille difficoltà o preoccupazioni, sentono la vita come un peso. Carissimi fratelli e sorelle, mettendo da parte ogni ostacolo e difficoltà lavoriamo per il bene e la pace di tutti”. Il giorno successivo mons. Rumeo ha concelebrato la s. messa nella Basilica di San Pietro, cuore della cristianità.

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