Il silenzio “rumoroso” del bene

di + Salvatore Rumeo, Vescovo

Dietro il silenzio si nasconde solitamente la saggezza di chi crede di operare a servizio del bene personale e collettivo, di chi vuole che la vita quotidiana, fatta di gioie e di dolori, intraprenda nuovi percorsi che pian piano possano modificare abitudini, strutture e soprattutt o libere coscienze. Dietro il silenzio si nasconde a volte la pigrizia, la superficialità o il «tira a campare» di uomini e donne che non amano più sognare e non riescono a camminare insieme. Nel silenzio si nascondono, in nome di un cristianesimo sociale non bene identificato, trame invisibili e ideologiche che danneggiano la crescita della civiltà dell’amore. Nel silenzio si nasconde l’operato di una Chiesa che riesce a stare dalla parte dei poveri, degli indifesi e degli ulti mi. Nel silenzio il bene cresce e viene fuori come un germoglio di speranza. Nel silenzio il bene trionfa e la carità si fa storia, carne, volto accogliente e misericordioso. Dalle pagine di questo nostro giornale, come Pastore della Chiesa di Noto, all’inizio del nuovo anno di grazia in cui prende vita il Piano Pastorale Diocesano, voglio dire il mio grazie ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, agli educatori, ai catechisti, agli operatori pastorali ma in modo particolare alla Caritas e alla Migrantes, per la gratuità, la puntualità con cui operano al porto di Pozzallo e nel territorio della nostra Diocesi. Encomiabile la «devozione» silenziosa e concreta alle ferite visibili dell’uomo da parte di molti volontari che in ogni ora del giorno o della notte accolgono migliaia di fratelli e sorelle: alfabeto indispensabile di partecipazione all’ umanità sofferente. Vengono accolti volti non più nascosti di tragedie immani e senza confini di chi parte e di chi rimane a casa nell’attesa di qualche buona notizia che giunga dall’Europa o da qualche hotspot disseminato in Italia o altrove. I riflettori, oggi, sono accesi su altre scene di sofferenza immane, ma non possiamo tacere ciò che si sta consumando nel nostro Mare Mediterraneo. Troppo silenzio! Bangladesh, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Mali, Nigeria, Senegal, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Togo: da queste terre arrivano sorelle e fratelli animati da una speranza che muore. Grazie a tutti voi che ogni giorno visitate il Calvario di Cristo cercando di offrire germogli di pace e nuova speranza. Questa è la Chiesa che vogliamo. Questa è la Chiesa che nel silenzio opera il bene. E lo dico anche a te, caro fratello don Paolo Catinello e a tutti coloro che nel «silenzio rumoroso» danno voce alla pace e alla speranza!

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