I lupetti di Noto1 incontrano il Vescovo

“Indimenticabile sei…”. Finisce così l’intervista dei lupetti del Noto 1 al Vescovo di Noto Monsignor Antonio Staglianò. Canticchiando una nuova melodia, da lui composta, le cui parole riassumono la sua esperienza di vita. Un viaggio di ricordi, condiviso in armonia, dove i lupetti hanno raccontato il loro cammino verso la Prima Comunione e, il Vescovo, i suoi ricordi da bambino che incontrava Gesù, ancora ignaro di quale sarebbe stato il suo destino.

Non è mancata nei lupetti la curiosità di conoscere il vero volto del Vescovo. Ciò che gli occhi rivelano è la storia di un uomo di Dio che è stato bambino e ha vissuto, come tutti, con emozione e trepidazione la sua Prima Comunione. Hanno riso insieme pensando all’ostia che si attacca al palato, al suo primo giorno di scuola quando ha scritto “babo” anziché “babbo”. Il suo narrare, accompagnato dalla sua incredibile capacità comunicativa, ha fatto immaginare, come in un sogno, il viso della suora che volle accompagnarlo al suo primo giorno di scuola, davanti a quel preside, un uomo alto, che lo accolse mettendo alla prova le sue fanciullesche conoscenze.

Non sono mancati i consigli che Monsignor Staglianò ha rivolto ai lupetti. La ricerca del silenzio esteriore come sostegno per quello interiore, spiegandolo come un momento di intimità con se stessi, ma soprattutto uno spazio che non consente al rumore della mente di distrarci o allontanarci dal bello della Parola. Quindi un luogo di ascolto e di preghiera che non deve mancare perché mezzo di sintesi del nostro percorso di fede e ricerca dell’amore. Di non essere sporadici portatori di gioia verso i più deboli e sfortunati, ma essere capaci di non far mancare mai sostegno a queste persone.

Tra i flashback condivisi, quello del Vescovo ancora seminarista che sui monti Calabresi viveva delle esperienze scout che gli facevano apprezzare lo stile pur non essendo stato mai scout.  

L’intervista è iniziata e terminata con uno scambio di doni, non regali freddi e spesso interessati, ma doni del cuore. I lupetti offrivano una torta con dedica, privandosi di una leccornia, mentre il Vescovo contraccambiava con una sua nuova creazione, una canzone ancora da completare ma già di effetto per i bambini che la faranno diventare l’inno del prossimo campo.

Una bellissima giornata che si è chiusa canticchiando insieme queste nuovi versi, condividendo emozioni, accogliendosi reciprocamente come fratelli e sorelle che pur diversi nell’età e nello stile hanno lo stesso Padre. 

Agesci Noto1. Sebastiano Casto Paola Rizza

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